Responsabilità Amministrativa

Il Modello 231: organizzazione, gestione e controllo

La disciplina della “responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato” (decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231), in cui il Modello 231 trova fondamento, prevede che le società possano essere sanzionate, in via pecuniaria e/o interdittiva, in relazione a taluni reati commessi o tentati – in Italia o all'estero – nell'interesse o a vantaggio della società da parte di persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione della Società o di una sua unità finanziariamente autonoma e funzionale, nonché da persone che ne esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo (cosiddetti soggetti in posizione apicale) e, infine, da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza dei suddetti.

Eni promuove l’adozione ed efficace attuazione da parte di tutte le società controllate di idonei sistemi di prevenzione del rischio di responsabilità di impresa derivante da reato. A tal fine le regole del sistema normativo interno di Eni assicurano che tutte le società controllate adottino, nella gestione delle attività a rischio ai fini della responsabilità di impresa, principi e presidi di controllo coerenti con i principi e i presidi di controllo previsti nel Modello 231 di Eni.

Il Modello 231 di TTPC, di cui il Codice Etico Eni costituisce un principio fondamentale di riferimento, è stato originariamente adottato dalla Società il 28 luglio 2005 e successivamente aggiornato per adeguarlo al progressivo ampliamento dell'elenco dei reati previsti in materia di responsabilità amministrativa delle società, fino alla nuova formulazione approvata dal Consiglio di Amministrazione il giorno 22 giugno 2020.

Documenti
  • Modello 231

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